Manca una settimana a Natale e questa mattina ci siamo svegliati con la neve. Nevica forte e i tetti sono già tutti bianchi.
Anche quest’anno passeremo il Natale in Svizzera, anche se per motivi diversi. Lo scorso anno eravamo una piccola parte di un’altra famiglia, quest’anno siamo una parte più concreta della nostra, che viene a festeggiare da noi.
Nella piccola casa con tanto legno in cui viviamo. Anche Woody sarà dei nostri, e Margot invece lo passerà un po’ più a sud.
Sono cambiate una serie infinita di cose nell’ultimo anno, e per il prossimo ci attendiamo più tranquillità, cose stabili che evolvono lentamente, che solo si arricchiscono di dettagli nuovi.
Una cosa che abbiamo imparato è che bisogna andare lontano per trovare le proprie radici, i valori profondi che ci guidano nel cammino.
E il nostro trasferimento, la crisi di una vita che prima vivevamo senza sufficienti soddisfazioni, ma più nell’attesa di viverla, le perdite e gli abbandoni che in questo 2011 sono state abbondanti e dolorose, ci hanno costretto a ritrovare il nostro punto d’equilibrio per tenerci in piedi.
E da qui conosciamo perlomeno le direzioni, gli obiettivi da raggiungere, le spezie da aggiungere.
Non sappiamo ancora quanto tempo potremo dedicare a scrivere, questa passione che ci ha guidato fortemente per così tanti anni e che adesso rimane un punto di domanda. Ma sappiamo che partiremo dal leggere, dall’arricchire la nostra anima.
E forse, anche dallo smettere le imprese titaniche, che troppe ne abbiamo compiute negli ultimi 10 anni, e sempre vincendo, che adesso arriva il momento del riposo e di fermarsi a guardare la neve da dietro le finestre.